sabato, 07 luglio 2007
Aspettando il Gol
Fonte Antenne di Pace - Video e Testo di Laura Conti
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Lotta, sfida, passione e vita: il club di calcio femminile di Betlemme

La prima squadra di calcio femminile dei Territori Palestinesi vive difficoltà economiche e di mentalità, ma è l'occupazione militare israeliana che lascia il segno più evidente. La nazionale femminile è l'unica squadra che deve allenarsi in luoghi separati e può riunirsi solo durante i tornei fuori porta. Le ragazze parlano del calcio con grande passione, nonostante le difficoltà: è la motivazione che le sostiene.
Testo e video di Laura Conti (Casco Bianco in Israele/Palestina)
Fonte: Caschi Bianchi Apg 23 - 02 luglio 2007
Dodici magliette di colore diverso che inseguono un pallone per il campo da gioco dell'università di Betlemme ogni martedì e ogni sabato. Hanno dai 12 ai 23 anni. Sono le ragazze del Bethlehem Football team, la prima squadra di calcio femminile nei territori Palestinesi ma anche il 'vivaio' da cui è nata la nazionale femminile palestinese che ha disputato già tornei in Giordania ed Egitto con risultati sorprendenti.

Inizialmente l'idea di una squadra di ragazze che corre per il campo in pantaloncini corti, non aveva incontrato la simpatia della comunità. Ma dopo qualche compromesso sull'abbigliamento, la diffidenza è stata superata ed il club femminile di Betlemme è ormai conosciuto e stimato da tutti. Le difficoltà economiche sono uno degli ostacoli maggiori alla crescita della squadra. La mancanza di fondi, e quindi di un campo di gioco adeguato, di divise, o di mezzi di trasporto, mettono alla prova il team palestinese anche più dei pregiudizi sulle donne nella società palestinese. Ma nello sport, come in tutti gli altri aspetti della vita pubblica e privata dei palestinesi è l'occupazione militare israeliana che lascia il segno più evidente. La nazionale femminile, nata due anni fa dall'incontro di ragazze provenienti da quattro città diverse, Betlemme, Gerico, Ramalla e Gaza, infatti è l'unica squadra che deve allenarsi in luoghi separati e può riunirsi solo durante i tornei fuori porta.

La squadra è appena tornata da una sessione estiva di allenamenti finanziata dalla Chiesa luterana, in Germania. Questi viaggi sono alla base della preparazione atletica delle giocatrici ma sono soprattutto, anche esperienze di vita che non sarebbero possibili per molte di loro altrimenti. Quindi il calcio diventa uno strumento di crescita e di emancipazione e crea opportunità di incontro e di scambi culturali, per ragazze che hanno sempre vissuto in un contesto piuttosto chiuso quale la famiglia, la vita di "paese", ma soprattutto la difficoltà di movimento e la tendenza alla ghettizzazione che incombe sulla società palestinese.

Le ragazze del Bethlehem Football team hanno fatto dello sport la loro scelta di vita. Anche se nei territori palestinesi, per mancanza di strutture e opportunità, le possibilità di intraprendere la carriera sportiva sono quasi nulle, loro non rinunciano alla loro passione, anzi hanno trovato il modo di trasformarla nel loro futuro. Come Honey, che al momento è coinvolta in un progetto del Ministero per lo sport palestinese, per incrementare la partecipazione dei più giovani ad attività sportive. dunque anche formative.

Nel linguaggio sportivo si usano parole come "sfida" o "lotta". Metafore piuttosto azzeccate per descrivere lo stile di queste ragazze. Anche se i risultati del lavoro non sono immediati, e la classifica non le premia ancora come le favorite della Lega calcistica Araba, l'entusiasmo ed il cuore di certo non mancano e loro sono consapevoli che queste sono le qualità che fanno la differenza, sia nello sport sia nella vita.
postato da: Bristola alle ore 09:15 | Permalink | commenti
categoria:palestina, news, sport
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sabato, 03 febbraio 2007
Io non mi sento italiano...
Il venerdi` nero di catania

Io non mi sento italiano .Diceva G. Gaber in una delle sue canzoni. Oggi,, dopo una giornata devastante, passata finalmente fuori dall'ufficio (aspettatevi il racconto) mi connetto per guardare la posta, decidodi buttare un occhio a repubblica.it e leggo a caratteri cubitali:

Agente ucciso, 22 arrestati: 9 minorenni
Prodi: "Provvedimenti robusti e radicali"
Scritte ultras a Livorno e Piacenza

La prima reazione e` stata quella di imprecare da buona siciliana, contro i siciliani stessi.
Poi, ho pensato. Siamo arrivati ad un tale punto di insoddisfazione, rabbia sociale, da dover spostare negli eventi sportivi il nostro baricentro. Diventiamo caini, assassini, aggressori senza un motivo. Solo perche` ci mangia un tarlo dentro...la rabbia, la frustrazione, l'affitto da pagare, la coda all'ufficio postale.

Poi, secondo voi, i barbari sono qui, in Palestina, sono qui i terroristi?? Chi me lo dice in questo momento si merita una "non-sberla" dritta sul muso. Alla faccia del pacifismo.
Mi vergogno. Da morire.
E per favore non fatene un caso nazionale, non fatene una tragedia. Perche` lo e`. Ma quello che vive la gente qui ogni giorno ...e` tuttaltro.
postato da: Bristola alle ore 17:32 | Permalink | commenti
categoria:news, sport, ingiustizie, attualitĂ , societĂ 
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domenica, 09 luglio 2006
 
Chattando con la Francia


Ho appena chattato con la miagrande amica Emeline, dalla Francia.
mi ha fatto i complimenti per il mondiale e io li condivido con voi sul blog.
questo sì che è spirito sportivo!!!


Garfield, de retour!!! but snif quand meme!!! to survive war you must become war (from rambo) scrive:
ttttttttttttttssssssssssssssss
Garfield, de retour!!! but snif quand meme!!! to survive war you must become war (from rambo) scrive:
we played well.... but you won!!!
Garfield, de retour!!! but snif quand meme!!! to survive war you must become war (from rambo) scrive:
 
Lalla - Study scrive:
sorry
Lalla - Study scrive:
  you played verywell
Lalla - Study scrive:
at least we won....but you won last time
Lalla - Study scrive:
in 1998 
Lalla - Study scrive:

well... i can t speak too much, i will go on skype... so... see you soon!
Lalla - Study scrive:
ok bye
Lalla - Study scrive:
a big big hug
Garfield, de retour!!! but snif quand meme!!! to survive war you must become war (from rambo) scrive:
bog hug, and enjoy the victory! congratulation, you deserve it!
Lalla - Study scrive:
thanks   you where fierce competitors!!!!
postato da: Bristola alle ore 23:27 | Permalink | commenti
categoria:sport, mondiale
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domenica, 09 luglio 2006
sono tutti in piazza, il in cerca di quell'emozione che si sono negati per più di 2 h. Ovvero, quella della vittoria. Tutti in piazza, pochi esclusi. Ad esempio il popolo dei blogger sempre pronto a postare all'istante le reazioni di una nazione in festa. E sarà festa grande per ore, ore, ore. Qualcuno guardera in faccia l'alba, madido di sudore (purtroppo non tutto suo). Molti rimarranno senza voce, e qualcuno senza portafogli... Attenti allora a a non dovervi ricordare il mondiale in questo modo. Ma io sono la solita paranoica, probabilmente la gente si sta soltanto divertendo, cingendo le piazze di tricolore, innaffiando questa notte di birra, riempiendo le strade di sorrisi. Ci lasciamo andare alla poesia, diventiamo tutti amici, anche con quel cornuto che la mattina prima c'aveva rigato l'auto....

Auguro ai negozianti della notte di aver un buon business, tanto da poter riposare un po' di più quest'estate.il barettodella via 24 maggio, che distribuirà granite tricolore,pistacchio limone fragola, come il gelato che ha mangiato mio padre un'ora fa. C'è un tipo che fischietta l'inno nazionale da circa mezz'ora, domani avr secchezza alle fauci...ma la gioia vale di più.

Quindi diamoci tutti al mal di gola, al mal di testa, al mal di cuore provato dalla lunga agonia causata da un rettangolo di prato verde dove 22 persone tornate bambine hanno dato l'anima.

Io mi dissocio.per a socialità? No, per l'imminente esame di mercoledì è invece di scrivere post mi dovrebbe portare a ripassare. Ma è pure giusto registrare questi momenti, perché nessuna teoria sociologica su cui sto sbattendo l'anima da un mese potrà sostituire questo tempo.

La mia missione comincia domani mattina. Deciso di non uscire, di non unirmi ai cori.chiamatemi chiamatemi codarda, chiamatemi pigra. Ma almeno chiamatemi. Questo è un prepost... nel senso che domani voglio documentare una parte del mondiale che la gente in preda alla festa dimentica: l'alba del giorno dopo!!

Vi lascio sospeso... strategia narrativa o estrema stanchezza? Anche questo lascia in sospeso questa notte. Un solo pensiero... non è festa da tutte le parti ....forse non lo sarà mai. Spero soltanto la felicità di stanotte sia contagiosa, che si posso conservare in tasca per i momenti tristi, per i momenti in cui la storia personale schiaccia il nostro entusiasmo. Che almeno oggi la storia collettiva regali uno sguardo nuovo alla gente.

Felicità sospesa, è sospeso il giudizio su questa realtà.palla al centro, nervi saldi, cuore pronto, gambe buone, presente alle spalle, futuro nelle zolle di terra, passato che non pesa... Perché la vita non può essere come una partita di pallone?

buona notte... mia piccola Italia, fatta di Erasmus dal sud al Nord, piccolo mondo e microcosmodi amici tedeschi, cechi...e naturalmente.francesi.sei mesi passati tutti sotto la stessa bandiera, quella di Bristol.
postato da: Bristola alle ore 22:59 | Permalink | commenti (1)
categoria:sport, riflessioni modiale
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venerdì, 07 luglio 2006
Amnistia per i giganti di Calciopoli? No Thanks!

Il nostro ministro della Giustizia in tenuta azzurra (che affettuosamente sembra un pupazzo Gnappo vestito da calciatore Panini), non è contrario all'amnistia che si potrebbe concedere in caso di vittoria degli Azzurri al mondiale l'amnistia alle squadre per la vicenda calciopoli. "
Eppure, io credo che la maggior parte dei tifosi la chieda questa amnistia. E mi spiego, da tifoso: è giusto che Cannavaro e Del Pietro e tanti altri giochino in serie C dopo quello che hanno fatto? ", dichiara il guardasigilli in un intervista sul Corriere della Sera

Gennaro Gattuso in un intervista rilasciata a La Stampa On-line
Concedere un'amnistia per i fatti dello scandalo, se l'Italia diventasse campione del mondo non sarebbe giusto nei confronti di milioni e milioni di tifosi che aspettano le sentenze"...

Personalmente sono la prima a tifare Italia, scalciare, scalpitare, esaltarmi, sentirmi quasi male, terrorizzare mia cognata con urla disumane , ma non si possono perdonare "società" che hanno fatto i loro comodi scrivendo il calcio al tavolino anzi "al telefonino", guadagnando fior fior di milioni in spot ed altro. Le persone sono un conto. Capisco che non è bello che giocatori del calibro di Cannavaro non meritino di giocare in C ne tanto meno di essere "esportati" all'estero, per la colpa degli altri. Ma allora si favorisca la loro presenza in A a prescindere dalle squadre (Inzaghi al Palermo ). Per questione di principio, l'amnistia andrebbe a quei padri di famiglia che hanno rubato per disperazione, alle persone che commettono reati perchè cresciuti in contesti che gli hanno dato poca scelta nella vita e, dopo, alle squadre di calcio.

Smettiamo di essere patriottici, tutti uniti e contenti solo quando vinciamo. Prendiamoci la nostra responsabilità... Non è questione di perdono, perchè i tifosi perdonano sempre i loro beniamini. La magistratura ha un altro ruolo, quello inesorabile dell'arbitro, definito "cornuto" ma necessario.
postato da: Bristola alle ore 16:40 | Permalink | commenti
categoria:sport
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