lunedì, 22 giugno 2009

Lasciateci morire nelle nostre redazioni di  Mohammad Ghouchani

Riporto il link dell'articolo scritto da Mohammad Ghouchani, giovanissimo cronista iraniano, arrestato sabato scorso dalla polizia.

Potete leggerlo cliccando QUI

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categoria:segnalazioni, news, blog, iran, giornalismo, attualitĂ 
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martedì, 16 giugno 2009
Se questo è un uomo...

Da Repubblica.it Napoli, l'agguato del 26 maggio a Montesanto. I killer sparano fra la gente, rimane colpito un rom, che si guadagna da vivere suonando la fisarmonica sui treni. Riesce a trascinarsi fino all'ingresso della metro. La sua compagna si dispera accanto a lui, nessuno cerca di soccorrerlo.

Il Video (clicca qui)
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mercoledì, 10 giugno 2009

La ragione dei vinti 

 

 

La nave affonda e tutti gridano: “uomo in mare”. Ma nessuno corre ai ripari. Sembra il solito copione del “requiem per la sinistra”, suonata da alcuni piano e con vergogna, da altri come una fanfara, nel tentativo, almeno, di essere ricordati.

Da un po’ di tempo a questa parte, in ogni consultazione politica come in ogni contenzioso legislativo o discussione parlamentare ho spesso la sensazione che chi vince abbia  torto

O che chi non vince mai abbia ragione (come volete vederla voi). Peccato che torto e ragione siano dei concetti troppo relativi per essere discussi a mezzo stampa. Per questo chiedo una licenza e ne parlo tramite questa controversa piattaforma che è il blog.

 

Circa 120 seggi del parlamento europeo andranno a partiti xenofobi, islamofobi, antisemiti, euroscettici e separatisti. Una prospettiva non rosea per un’istituzione sovranazionale che si presenta come multiculturale, multietnica e laica. Ci consola il fatto che questi partiti, pur avendo un potenziale di governo non indifferente, difficilmente potrebbero accordarsi su certi punti.

 

La sinistra europea perde la voce e molte province italiane si colorano di azzurro o di verde, anche se non c’è nulla di così poetico nell’ascesa di Pdl e Lega. Abbiamo invitato e accolto in pompa magna per domani al Senato un leader, Gheddafi, che ha appoggiato apertamente il terrorismo e non rispetta i diritti umani e civili. Crollano i laburisti in Gran Bretagna. Zapatero perde punti e il gaulliano Sarkozy incassa un’altra vittoria.

 

La situazione non è migliore dall’altra parte pianeta, anche se il fenomeno Obama fa sognare tanti. Ma come? Direte. Il Libano non ha votato il filoccidentale Saad Hariri abbracciando la politica moderata? “Sì, …ma”. Pochi in Italia si sono informati sulla situazione libanese e pochi sanno che Hezbollah non era il mostro “jihadista”, integralista che si vuole far credere. Tanto è vero che alle elezioni era alleato con Michel Aoun, un ex-generale cristiano. Per cui non si trattava della lotta “bene-male”, “estremisti-progressisti” che i media mainstream volevano farci credere. E’ tutto più complicato. Hariri, rampollo di una potente famiglia di imprenditori filo-sauditi  è stato piu’ volte accusato di corruzione. Molti dicono non  sia pronto a governare e in pochi appoggiano una sua nomina a primo ministro. L’idea di un governo di unità nazionale aiuterebbe a superare l’empasse dell’ingovernabilità del Paese ma sono troppi gli interessi in campo perché una parte accetti il compromesso con l’altra. Hanno vinto i ‘buoni’?

 

E in Iran, vinceranno i ‘buoni’?

Tutti si aspettano la vittoria del moderato Mir Hussein Mousavi su l’ultra-integralista Mahmoud Ahmadinejad. Ma l’attuale presidente è sempre il candidato principe della Guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Khamenei. Inoltre, ogni presidente in Iraq dall’1981 a oggi ha ricoperto sempre due mandati consecutivi. Venerdì il responso.

 

Esistono i ‘buoni’?

 

Questo panorama non è piu’ complesso di quello di anni fa. Solo che oggi siamo più consapevoli. Percepiamo il peso di una scelta politica. Sentiamo sulla nostra pelle e nelle nostre tasche le conseguenze di meccanismi economici, politici e sociologici ben più in alto di noi. Con un po’ di fatalismo ci sentiamo tutti dalla parte della ragione, ma di quella ragione che non vince mai. Vorrei parlare con chi si sente vincente in una realtà che lo rappresenta al 100%. Ma non conosco queste persone. Forse va di moda l’ insoddisfazione cronica? Oppure si vergognano di essere felici?

 

Nonostante tutto la sinistra non scomparirà. Il mondo è troppo manichei sta perché una sua componente venga eliminata.  

La ragione dei vinti, fra pena, tenerezza o rabbia, desterà sempre e comunque un certo fascino.

postato da: Bristola alle ore 16:22 | Permalink | commenti
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giovedì, 04 giugno 2009
"As-Salam aleikum Islam!"
 Cambierà il mondo dopo il discorso di Obama al Cairo?



Sessanta minuti. Interrotto per 23 volte dagli applausi. E' stato ascoltato da tutte le nazioni del mondo Un piccolo presidente ma un grande uomo. A tratti un po' retorico, è vero. Parla del Dio di Abramo e Isacco, di Cristo, Dio dei cristiani e profeta per i musulmani. Parla di concordia. Promette che lotterà contro gli stereotipi che fanno del popolo del Corano una figura ostile nella storia.
Io non sono un Obama-entusiasta, quando è stato eletto tutti saltavano dalla gioia, io pensavo...ok, svolta epocale, e poi?

"I cambiamenti non accadono in una notte - ha detto - un discorso non può cancellare anni di scontri e sfiducia reciproca". E' realista l'inquilino della Casa Bianca. Un paio di coloni israeliani hanno definito il suo discorso "ingenuo", "naive"... "Occidente e Islam sono in guerra" ha detto la portavoce di un insediamento in Cisgiordania.

Mentre Obama parlava il mondo non si è fermato. Un soldato americano è morto in Iraq. Al Qaeda ha pubblicato l'ennesimo proclama di Bin Laden. A Qalqilia palestinesi si uccidevano tra di loro, i ministri degli interni facevano il loro G8, milioni di Cinesi ricordavano la strage di piazza Tienanmen.

Fatah ha risposto positivamente al discorso di Barak. Soddisfatta anche la turchia, il segretario generale della Lega araba Amr Moussa e le autorità religiose sunnite. Ha persino detto che l'Iran ha diritto di dotarsi del nucleare se lo utilizzerà per scopi pacifici. I rappresentanti di Hamas sono cautamente ottimisti  anche se gli è bruciato parecchio il mancato intervento di Barack durante la guerra a Gaza (ma lui di fatto non era presidente allora). Nethaniahu è scappato in camera di consiglio: ben 2 ore per decidere come rispondere e ha scelto l'opzione migliore: "FARE LO GNORRI"... "E' un discorso importante e Israele si impegna a allargare il cerchio della pace compatibilmente con gli interessi nazionali, primo fra tutti, la sicurezza". Non un accenno alla questione "colonie". Questo è l'atteggiamento di sempre e non so come e se cambieranno le cose.

So che un uomo ha parlato, ha avuto il coraggio di parlare e di dire cose che la gente per ora è stanca di sentire, perchè rassegnata e disillusa, perchè non ci crede piu' , perchè la 'ragion di stato' è piu' importante. Lui le ha dette in sette chiarissimi punti. Magari non sarà un 'messianico' messaggero di pace ma solo un uomo. Ma è stato ascoltato e non ha esitato a dire come stanno le cose. Cambierà il mondo dopo il suo discorso. Forse solo in minima parte, forse per nulla
Ma se lui ci crede, perchè non possiamo farlo anche noi?


Qui trovate il TESTO INTEGRALE (in inglese)
postato da: Bristola alle ore 20:29 | Permalink | commenti
categoria:palestina, attualitĂ 
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