San Francesco e la Chiesa
Il Vangelo come risorsa di Ieri, oggi e domani
“Rimanere in silenzio oggi vuol dire essere
responsabili dei disastri di domani”.
Ho sempre pensato. Francesco è un esempio di coraggio che sconvolge anche oggi perché ha posto la vita di Cristo a misura di tutte le cose. Come si fa a seguire un esempio simile?
Due sono le cose che mi legano alla chiesa cattolica. L’eucarestia come mistero e centro, innanzitutto. Il fatto che Francesco abbia riformato la chiesa dal suo interno: una rivoluzione di cuori e di intenti. Lui non è fuggito, non si è separato. In un periodo in cui le eresie erano lavate col sangue, Francesco aveva trovato la strada per “ricostruire” la Casa di Dio. Si è fatto chiesa. E quando anche noi diciamo di essere chiesa, è allora che prendiamo in carico una grande responsabilità
Soprattutto, fratelli miei, non giurate, né per il cielo, né per la terra, né per qualsiasi altra cosa; ma il vostro «sì» sia sì, e il vostro «no» no, per non incorrere nella condanna.
(Lettera di San Giacomo )
Ieri ero a messa nei Quartieri Spagnoli. Il sacerdote commentava (all’incirca )così questo brano: “il problema della chiesa di oggi, come dei fedeli è la “coerenza”. Noi scandalizziamo il prossimo, lo allontaniamo perché siamo incoerenti. Non c’è peggio di chi dice “ la penso così “e poi fa il contrario o peggio”.
Ora la domanda sorge spontanea: coerenti rispetto a cosa?
E qui viene sempre in aiuto l’ispirato consiglio del poverello di Assisi.
Ricordo che la regola non bollata non fu accettata per un solo motivo:
“A Francé, è troppo corta!! Scrivece quarcos’artro!”, gli dissero (più o meno).
Troppo corta. Perché lui voleva che l’ordine si ispirasse in tutto e per tutto al Vangelo, la fonte più diretta, la testimonianza più vicina alla vita del Cristo.
E’ dunque questo a cui dobbiamo essere coerenti, e sappiamo di non cadere in contraddizione. Le parole del Vangelo non sono sempre comode. A volte sconvolgentemente semplici, altre ti lasciano l’amaro di non aver capito, di non voler capire. Quando diciamo che la parola è viva, forse è proprio questo.
Il Vangelo come guida. Ecco il mondo si rovescia. È una logica strana: il tuo prossimo diventa il pubblicano o la prostituta, il peccatore. Un piccolo uomo arrampicato su un sicomoro, i pescatori, ma anche i ricchi convertiti. Il samaritano (il corrispondente oggi potrebbe essere romeno o islamico).
Io, chiesa, ho scandalizzato il mio amico omosessuale perché gli ho detto che è posseduto dal demonio. Io ,chiesa, ho allontanato la 15enne adolescente e confusa perché le ho fatto la lista dei suoi peccati invece di mostrarle la bellezza del volto di Cristo nel suo. Io, chiesa, ho lasciato correre su diritti umani e civili, perché il silenzio mi faceva comodo. Io chiesa ho fatto morire di emorragia una donna che ha abortito clandestinamente quando potevo dirle che suo figlio poteva essere adottato o che la si poteva aiutare. Io chiesa ho negato la comunione con Cristo ad un divorziato risposato. Io chiesa, ho costruito mura, bandiere. Ho chiuso le porte, mi sono isolata.
Ma grazie all’azione dello Spirito Santo la chiesa è anche altro:
Parlare al sultano, al brigante-lupo, rompere il digiuno perché l’uomo non è fatto per il sabato. Chiesa è quella che nascondeva gli ebrei durante le leggi fascistissime. E’ quella che non fornisce assistenzialismo ma gli strumenti per crescere. E’ quella di don Pino Puglisi, parroco di frontiera. E’ quella di Suor Patrizia che insegna all’università di Betlemme e condivide l’incubo della guerra da 40 anni coi palestinesi. E’ quella di padre Alex Zanotelli. E’ quella che non ha paura di dare per perdere. Che non ha paura di amare.
È questa la chiesa che, se Dio vuole, sopravviverà nei secoli:
cuore che batte.
È questo il Dio che voglio amare.
Il Vangelo come risorsa di Ieri, oggi e domani
“Rimanere in silenzio oggi vuol dire essere
responsabili dei disastri di domani”.
Padre Alex Zanotelli
Francesco, voce dello Spirito Santo, salvò la Chiesa. Dobbiamo al suo coraggioso ascolto della Parola, se oggi siamo qui a parlarne, a fare comunione di cuori e di intenti. Se oggi conosciamo la bellezza di gridare “Abbà, padre!”. Credo che altrimenti la chiesa sarebbe crollata sotto il peso delle incoerenze, delle simoniadi, del ‘latinorum’. Ho sempre pensato. Francesco è un esempio di coraggio che sconvolge anche oggi perché ha posto la vita di Cristo a misura di tutte le cose. Come si fa a seguire un esempio simile?
Due sono le cose che mi legano alla chiesa cattolica. L’eucarestia come mistero e centro, innanzitutto. Il fatto che Francesco abbia riformato la chiesa dal suo interno: una rivoluzione di cuori e di intenti. Lui non è fuggito, non si è separato. In un periodo in cui le eresie erano lavate col sangue, Francesco aveva trovato la strada per “ricostruire” la Casa di Dio. Si è fatto chiesa. E quando anche noi diciamo di essere chiesa, è allora che prendiamo in carico una grande responsabilità
Soprattutto, fratelli miei, non giurate, né per il cielo, né per la terra, né per qualsiasi altra cosa; ma il vostro «sì» sia sì, e il vostro «no» no, per non incorrere nella condanna.
(Lettera di San Giacomo )
Ieri ero a messa nei Quartieri Spagnoli. Il sacerdote commentava (all’incirca )così questo brano: “il problema della chiesa di oggi, come dei fedeli è la “coerenza”. Noi scandalizziamo il prossimo, lo allontaniamo perché siamo incoerenti. Non c’è peggio di chi dice “ la penso così “e poi fa il contrario o peggio”.
Ora la domanda sorge spontanea: coerenti rispetto a cosa?
E qui viene sempre in aiuto l’ispirato consiglio del poverello di Assisi.
Ricordo che la regola non bollata non fu accettata per un solo motivo:
“A Francé, è troppo corta!! Scrivece quarcos’artro!”, gli dissero (più o meno).
Troppo corta. Perché lui voleva che l’ordine si ispirasse in tutto e per tutto al Vangelo, la fonte più diretta, la testimonianza più vicina alla vita del Cristo.
E’ dunque questo a cui dobbiamo essere coerenti, e sappiamo di non cadere in contraddizione. Le parole del Vangelo non sono sempre comode. A volte sconvolgentemente semplici, altre ti lasciano l’amaro di non aver capito, di non voler capire. Quando diciamo che la parola è viva, forse è proprio questo.
Il Vangelo come guida. Ecco il mondo si rovescia. È una logica strana: il tuo prossimo diventa il pubblicano o la prostituta, il peccatore. Un piccolo uomo arrampicato su un sicomoro, i pescatori, ma anche i ricchi convertiti. Il samaritano (il corrispondente oggi potrebbe essere romeno o islamico).
Io, chiesa, ho scandalizzato il mio amico omosessuale perché gli ho detto che è posseduto dal demonio. Io ,chiesa, ho allontanato la 15enne adolescente e confusa perché le ho fatto la lista dei suoi peccati invece di mostrarle la bellezza del volto di Cristo nel suo. Io, chiesa, ho lasciato correre su diritti umani e civili, perché il silenzio mi faceva comodo. Io chiesa ho fatto morire di emorragia una donna che ha abortito clandestinamente quando potevo dirle che suo figlio poteva essere adottato o che la si poteva aiutare. Io chiesa ho negato la comunione con Cristo ad un divorziato risposato. Io chiesa, ho costruito mura, bandiere. Ho chiuso le porte, mi sono isolata.
Ma grazie all’azione dello Spirito Santo la chiesa è anche altro:
Parlare al sultano, al brigante-lupo, rompere il digiuno perché l’uomo non è fatto per il sabato. Chiesa è quella che nascondeva gli ebrei durante le leggi fascistissime. E’ quella che non fornisce assistenzialismo ma gli strumenti per crescere. E’ quella di don Pino Puglisi, parroco di frontiera. E’ quella di Suor Patrizia che insegna all’università di Betlemme e condivide l’incubo della guerra da 40 anni coi palestinesi. E’ quella di padre Alex Zanotelli. E’ quella che non ha paura di dare per perdere. Che non ha paura di amare.
È questa la chiesa che, se Dio vuole, sopravviverà nei secoli:
cuore che batte.
È questo il Dio che voglio amare.











