sabato, 16 settembre 2006
Per chi mi ha insegnato che vivere non è un peccato

Per una persona...
che ogni giorno ha in faccia la morte spirituale dei bambini.

Come si può fare il mestiere di Gesù, ogni giorno?
Guardare in faccia la signora nera, nelle mani sporche per il troppo affetto,
o per il troppo poco forse. Come fai?

Nei disegni oscuri, altro non sono che graffi dell'anima.
Nei colori scelti, svelare il rebus della sofferenza nascosta.
Là dove da soli si può arrivare..tu prima di loro, di me, ti inoltri
e porti la luce necessaria per poter sopportare quell'oscurità.

Esperienze bloccate, strozzate dai nostri demoni.
Esistenze crocifisse quotidianamente, immolate ad un mostro...
interno o esterno che sia.

Come fai ad incontrare Gesù ogni giorno?
A coprire la nostra vergogna con la coperta del perdono?
noi che abbiamo disimparato a fidarci del nostro stesso cuore.

Le impalcature...le 'certezze comode' devono cadere prima o poi,
per non crollare di botto sulle fondamenta marce di un passato taciuto.
E' il cemento di ogni ora passata in quella stanza con te a salvarci.

E' meraviglia e nient'altro. Rinascere, risorgere dalle proprie lacrime.
E' qui sei tu con noi, cosciente di quanto il mondo possa compromettersi
ma allo stesso tempo testimone attivo di questo miracolo.

Un coraggio diverso dal soldato in guerra,
il coraggio di chi sceglie consapevolmente la strada senza uscita dell'io
curando l'anima degli altri riflessa nello specchio di occhi stanchi di sperare

Forse questo non è il mestiere di Gesù..
ma aver visto la Sua presenza costante in tutti questi anni mi basta a credere
che sia stato tutto il tempo in quella stanza a guarire con noi.
postato da: Bristola alle ore 12:09 | Permalink | commenti
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sabato, 16 settembre 2006
10 minuti di dialogo folle con la tempesta.

Chiamami folle...

ma nel mezzo di un temporale, che alle 6.42 del mattino
investe feroce strade che domani pigri ed indolenti messinesi dovranno circumnavigare...

Chiamami idiota...
perchè rubo tempo e ossigeno alla mia esperienza
ma fronteggiando questo temporale personale...

vado tagliando col pensiero una metà abbondante di settembre

volano suicidi alcuni fogli dal leggio del pianoforte
è il temporale. E suona con me,
triste, ma senza mollezza
un notturno di Chopin
tenta di strappare alla luce prepotente dell'alba
le ombre che l'acqua ha carezzato nottetempo
io scrivo di un emozione senza vene,
senza linfa e senza sangue
come sogni di carne

ma per un vegetariano!
postato da: Bristola alle ore 05:52 | Permalink | commenti
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mercoledì, 13 settembre 2006

Nel silenzio di giorni carichi di oneri ma prevalentemente carenti di significato, riapro i cassetti (elettronici) della mia memoria. Ecco ritorna alla luce la poesia dei miei 17 anni. Figure banali forse, ma emozioni fresche che fatico a recuperare. Ve le dono in attesa di un probabile ritorno. Questo blog come un isola. questo blog è la mia isola. Un posto dove mi ostino a fare bird watching con la mia stessa anima

 

Tramonto Blu

Una lacrima…

E scioglie l’angoscia,

lo spettacolo del giorno morente,

che va a posarsi

non in fondo al mare

ma fra i colli silenti;

 

E’un tramonto freddo

Ma sta nella dolcezza il suo incanto

Nei  pochi istanti in cui

Tutto sembra fermo, tutto sospeso,

tutto rapito da un ultimo raggio di sole

 

Quel silenzio che ti parla di infinito

E niente altro.

 

Tutto diventa una mera bugia

Velata da un buio che non offende,

di fronte all’inganno magico

 

 di una natura che vuole innamorare

postato da: Bristola alle ore 07:22 | Permalink | commenti
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